Videogiochi in ritardo, qual è la causa?

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Nel corso di questi ultimi anni, nel settore videoludico si è registrata una tendenza quanto mai curiosa e deludente al tempo stesso. Quante volte, in effetti, è capitato che alcuni attesissimi videogiochi siano slittati di alcuni mesi rispetto alla data d’uscita inizialmente prevista, se non addirittura a data da destinarsi? Uno degli esempi più eclatanti, l’anno scorso, riguardò Kingdom Hearts III: un titolo che si è fatto attendere per più di un decennio, e che, dapprima previsto per la fine del 2018, è stato poi rinviato agli inizi del 2019. Altri casi noti, e più recenti, son quelli di Final Fantasy VII remake e Cyberpunk 2077. Col primo è andata anche bene, visto che il ritardo è stato di un mesetto. Più critica la situazione del secondo, slittato addirittura a settembre.

Ma per quale motivo molti videogiochi fanno registrare questa tendenza preoccupante? È difficile fornire una risposta univoca, visto che alcuni casi sono effettivamente più unici che rari. Molto spesso, tuttavia, la ragione che sta alla base di tutto è la spietata concorrenza del settore. Molti sviluppatori videoludici, infatti, sperano di bruciare la concorrenza annunciando, anche con anticipi fin troppo larghi, l’uscita di alcuni titoli molto attesi. Salvo poi scoprire che restare all’interno di quella striscia temporale è molto difficile. Proprio Kingdom Hearts III è sempre un esempio molto calzante: annunciato nel 2013, il videogame è uscito solamente sei anni dopo, peraltro dando a molti l’impressione che non fosse effettivamente pronto (cosa poi confermata tramite l’uscita di un corposo DLC a un anno di distanza).

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